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MILANO, VIA CORELLI, DE CORATO: “BENE RICHIESTA FDI IN PARLAMENTO ALLA LAMORGESE DI OBBLIGARE.."

  • Immagine del redattore: Riccardo De Corato
    Riccardo De Corato
  • 31 ago 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

MILANO, VIA CORELLI, DE CORATO: “BENE RICHIESTA FDI IN PARLAMENTO ALLA LAMORGESE DI OBBLIGARE CLANDESTINI DA RIMPATRIARE AL TAMPONE, VISTO QUELLO CHE STA ACCADENDO AL CPR DEL CAPOLUOGO LOMBARDO”

Milano (01 settembre 2021)- “Dopo la mia denuncia sulla situazione del Cpr di via Corelli, accolgo con favore la richiesta dall’onorevole Cirielli in Parlamento al Ministro Lamorgese di rendere obbligatorio il tampone per i clandestini da rimpatriare”, afferma Riccardo De Corato, Membro della Direzione Nazionale di Fratelli d’Italia.

“Non è tollerabile che ai cittadini italiani e a chi risiede nel nostro paese si vieti da oggi di viaggiare su navi e aerei imponendo di avere il green pass, mentre invece a chi deve essere rispedito a casa propria perché clandestino e spesso autore di reati si permette di non fare il tampone fornendogli un escamotage per raggiungere i tempi limite di permanenza nella struttura ed essere liberato. Insomma: se sei un delinquente le norme anti-covid posso essere usate nel tuo interesse.

Da oggi tutti devono certificare di essere o vaccinati o negativi al virus tramite tampone. Perché per i delinquenti clandestini questo non deve valere? Non è tollerabile che chi è in un centro di espulsione pronto per essere imbarcato possa permettersi di rifiutare un tampone. Verrebbe da pensare che lo Stato sia forte ed intransigente solo con gli onesti. Il ministro Lamorgese intervenga subito e fermi questa vergogna!”, conclude De Corato.

Aggiunge Massimo Girtanner, già presidente di Municipio 6, candidato al Consiglio Comunale di Milano: “Non possiamo pagare 120 giorni di vitto alloggio a chi non ha alcun diritto di stare nel nostro paese o a chi addirittura è venuto da noi per delinquere per poi liberarli perché si rifiutano di essere sottoposti al tampone. Per le forze dell’ordine è umiliante vedere queste persone messe in libertà e magari lo stesso giorno riarrestate da colleghi!”.

 
 
 

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